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Senza cattive o buone azioni, senza altre strane deviazioni, che se anche il fiume le potesse avere, andrebbe sempre al mare. Così vorrei amare. G. Gaber

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domenica, 10 agosto 2008
Postato da gabydisalvo

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Il leader di 'Azione Futurista' Graziano Cecchini alla testa del corteo pro Tibet ieri è partito dal quartiere Prati di Roma per raggiungere Castel S.Angelo. Palloni con le scritte "Free Tibet", "Free Karen", "Stop Laogai" sono stati disposti a semicerchio davanti a Castel S.Angelo, mentre otto manifestanti hanno innalzato un obelisco, formato da 4 tele e alto 60 metri.
Cecchini indossava una sciarpa "Taka", tradizionale simbolo di pace e amicizia tibetana. A chi gli chiedeva il perche' di questa manifestazione, il futurista ha replicato:
"E' una manifestazione pacifica a favore del popolo tibetano e della liberta' di stampa in Cina e per i diritti del popolo Karen. Nessuno, da oggi, potra' piu' dire io non lo sapevo".
"Vogliamo far prendere coscenza delle migliaia di condanne a morte che ogni anno avvengono in Cina.
Voi volete una nuova Auschwitz? Noi no".

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martedì, 08 aprile 2008
Postato da gabydisalvo

Matthieu Ricard, monaco buddista, amico e consigliere personale del Dalai Lama spiega come l’Occidente possa aiutare il Dalai Lama: “Deve dire chiaramente a Pechino che se non avvierà il dialogo con il Dalai Lama prima dei Giochi Olimpici, atleti e leader politici non parteciperanno alla cerimonia di apertura. Annunciare la propria assenza come semplice gesto di protesta, come ha fatto Angela Merkel, non basta; occorre che ci sia una volontà politica e sarebbe auspicabile una dichiarazione comune dei Paesi europei. Se tutti gli atleti della Ue rifiutassero di sfilare dietro le bandiere nazionali sarebbe uno smacco enorme per il governo cinese che, infatti, teme molto questa eventualità. Secondo Ricard questa è una misura ragionevole e costruttiva, mentre “il boicottaggio delle Olimpiadi" sarebbe inutile».

San Francisco è la prossima tappa della fiaccola olimpica, dopo Parigi, e non sono mancate già nei giorni precedenti l'arrivo del simboli dei Giochi olimpici, manifestazioni di protesta contro la repressione in Tibet. Quella più eclatante è stata messa in atto da tre persone che si sono arrampicate sul Golden Gate, il celebre ponte della Baia: hanno appeso sui cavi di sostegno due enormi striscioni: «One World, One Dream, Free Tibet» (Ap)
P.S. Perfettamente d'accordo con le parole di Ricard ma io sarei ugualmente favorevole per il boigottaggio delle Olimpiadi.

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lunedì, 17 marzo 2008
Postato da gabydisalvo

I gerarchi cinesi non si sono lasciati intimidire dalla prossimità con le Olimpiadi e hanno sferrato una durissima repressione continuando a sparare sui monaci del Tibet. 
I seguaci del Dalai Lama fanno sfoggio di un grande coraggio  e sono pronti a pagare con la vita pur di mostrare la vera
faccia della Cina al mondo intero.
Non che bisognasse questa sanguinosa repressione per capire che in Cina vengono negati anche i più elementari diritti di pensiero, del lavoro e di democrazia.
Allora da più parti si leva più forte il grido di boicottaggio di queste Olimpiadi.
Mi chiedo, però, come può farlo l’Italia che ha negato al Dalai Lama gli onori ufficiali quando è venuto in visita nel nostro paese?
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