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ROMA - Merita di perdere tutti i beni e le proprietà che il marito le ha cointestato la moglie che tradisce il coniuge portando l'amante nella casa coniugale consumando carnalmente il suo «flirt». L'avvertimento viene dalla Cassazione che ha confermato la «revocazione per ingratitudine» della cointestazione di tutti i beni che il marito Aldo I. aveva donato, in comproprietà alla moglie Silvana I. che lo tradiva in casa con un giovanissimo amante.
RICORSO RESPINTO - La Cassazione - con la sentenza 14093 della II Sezione Civile - ha respinto il ricorso con il quale la moglie infedele chiedeva la nullità del verdetto della Corte d'appello di Messina che nel marzo 2005 (a conclusione in una causa iniziata nel lontano 1975) le aveva revocato la comproprietà dei beni che Aldo le aveva intestato. Per i giudici d'appello Silvana aveva commesso una «ingiuria grave che ledeva gravemente il patrimonio morale di Aldo» e pertanto, legittimamente il marito doveva tornare nel pieno possesso dei beni che aveva voluto condividere con la moglie.
«ATTEGGIAMENTO MENZOGNERO» - L'infedeltà di Silvana venne scoperta da Aldo nel 1975: allora la donna aveva 36 anni e aveva 3 figli. Tradiva Aldo con un focoso ventitreenne e «si univa a lui» nella casa coniugale. Situazione durata diversi anni prima che Silvana si decidesse ad abbandonare la famiglia e a convivere con il nuovo compagno. Ad avviso della Cassazione correttamente i giudici dell'appello hanno ritenuto che «costituiva ingiuria grave non tanto l'infedeltà coniugale quanto l'atteggiamento complessivamente adottato, menzognero e irriguardoso verso il marito, all'insaputa del quale Silvana si univa con l'amante nell'abitazione coniugale». Il primo grado il tribunale di Messina, invece, nell'ottobre 1990, aveva ritenuto non gravi le modalità di questo tradimento.
(fonte Corriere.it)
Per Ratzinger è un vero motivo di gioia il nuovo clima che si è creato nel Paese.
D’altro canto, si sarà rallegrato nel vedere un plotone di vigili con manganelli e pistole che si diverte a fare retate sui tram di Milano, sequestrare gli indesiderabili e trasportarli su un pullman blindato direttamente in questura.
Ovviamente è un bel clima per i vecchi nazi-fascisti.
A questo punto si potrebbe chiedere anche la beatificazione di Almirante.
Come sai che stai andando nella direzione giusta? Boh..
Questa mattina mi hanno detto che se le persone vengono a cercarti per quello che fai è già un segno ma non basta..
Se riesci addirittura a vedere dei risultati è già un segno ma non basta..
Se senti che quello che stai facendo non puoi proprio mollarlo perchè pensare che lo fa qualcun altro non ti rende tranquilla (e se invece non lo fa nessuno? e se dovessi farlo proprio io?) è un segno ma non basta..
Poi mi hanno detto che se trovi ostacoli dalla gente che dovrebbe invece appoggiarti quello è un segno ottimo...e che se questo ti fa soffrire e incazzare come un animale è un ottimo segno pure questo..
Se tutti protestano perchè gli dedichi tempo e invece ne vorrebbero per loro è un ottimo segno pure quello.. e che se nessuno di quelli da cui pensi che troverai appoggio te lo da, devi riflettere e vedere anche in questo un buon segno..
Se poi, dall'altra parte, quelli che non te lo avrebbero mai dato in effetti non te lo danno e se a ben vedere hai terra bruciata intorno e ti senti sola come un cane a combattere con una fionda un gigante di 30 piedi, beh -che culo- stai proprio andando alla grande.
Se poi, a distanza di anni, qualcuno del tuo passato ti ricorda, hai vinto la guerra della vita.

Ho notato che Milano è tappezzata di poster di Giorgio Almirante, per il ventennale della morte. A Roma invece Alemanno(anzichè dedidarsi ai veri problemi quotidiani della Capitale) vuole dedicargli addirittura una via.
Sono molto infastidita da questo clima, mi chiedo se sia giusto onorare -anche lontanamente in nome della pacificazione storica - un teorico e pratico del razzismo, un fascista di dichiarata deriva nazista?
La gente che lo commemora è davvero guarita da idee così razziste da poter guardare alla figura di Almirante con il dovuto distacco storico e con gli strumenti della critica politica?

Da Interistiorg
Benedetto Moratti: invece di tutto 'sto casino, dando 20000 euro a ogni abbonato, facevi felici tutti e risparmiavi.
Comunque questo esonero è sicuramente per il bene della squadra campione d'Italia.
Uno scracco in faccia alla povertà e al buon senso. E magari a Moratti gli rinegoziano pure il tasso del mutuo.
Arriva Mourinho. La consolazione è che questo i vari Branca li sfanculerà in diretta. Ovviamente Suarez è in preallarme.
Sono un ribelle mamma!
Quando il demenziale è vita!
La Cassazione ha confermato due giorni fa la condanna per Anna Maria Franzoni, la mamma assassina di Cogne: 16 anni di reclusione, una condanna misera considerando l’efferatezza del delitto consumato ai danni del piccolo figlio Samuele, trucidato con 17 colpi (di coltello o di chissà cosa).
La matricida ha già usufruito delle attenuanti e del rito abbreviato, condizioni che le hanno evitato una condanna ad almeno 30 anni di carcere o l’ergastolo.
Ciò nonostante la Procura Generale di Torino, la stessa che ha contribuito alla sua condanna, si dice dispiaciuta per il dolore umano di una famiglia e chiede un ulteriore sconto di 3 anni grazie all’indulto, approvato dal Parlamento nella precedente legislatura.
Una richiesta che mi lascia molto perplessa, di fronte ad un crimine così crudele e a tutte le aspettative (ancora esistenti?) sulla certezza della pena.
Tutta la severità giudiziaria che si chiede in questi giorni è soltanto a danno degli immigrati?
Se il tuo cognome in Italia è Franzoni si richiede a gran voce l’indulto, poi ci saranno i permessi, gli ulteriori sconti di pena per buona condotta ed infine il regime di semi-libertà.
Sono indignata.
Che valore hanno i processi (e per giunta per reati così gravi? )in Italia?
Qual'è il significato oggi della certezza della pena?
Che valore hanno i tre gradi di giudizio?
Ma soprattutto nessuno pensa al povero Samuele?
L'Italia è soltanto il paese fatto di "chiacchiere e dei distintivi".

ROMA - Pene più gravi per chi picchia il convivente. Alle donne che convivono stabilmente con il partner spetta la stessa tutela prevista dal codice penale, in caso di maltrattamenti subiti dal compagno, alla quale hanno diritto le mogli maltrattate dai mariti. Lo sottolinea la Cassazione precisando che il reato di maltrattamenti in famiglia si configura anche quando è commesso «ai danni di persona convivente more uxorio».
LE SENTENZE - In proposito i supremi giudici - con la sentenza 20647 della Sesta sezione penale - affermano che il reato di maltrattamenti in famiglia previsto dall'art. 572 cp deve comprendere nella nozione di famiglia «ogni consorzio di persone tra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo, ricomprendendo questa nozione anche la "famiglia di fatto"». La Cassazione aggiunge che affinchè scatti la tutela penale - che prevede l'arresto del partner violento - è sufficiente che gli atteggiamenti violenti e prevaricatori siano venuti nell'ambito di «un rapporto tendenzialmente stabile, sia pure naturale e di fatto». Con questa decisione Piazza Cavour ha confermato la custodia cautelare per Antonio B. (44 anni) di Torre del Greco (Napoli), arrestato perchè sottoponeva a continue violenze fisiche e morali Vincenza. L'uomo viveva con la sua compagna da più di 10 anni e aveva avuto con lei due figlie. Senza successo ha sostenuto, innanzi ai giudici della Cassazione, che non si poteva parlare di maltrattamenti in famiglia in quanto Vincenza era «una semplice convivente». Ma i Supremi giudici gli hanno dato pienamente torto e lo hanno lasciato in custodia cautelare data anche la gravità dei suoi precedenti tra i quali lo stupro di una minorenne.
(Fonte Corriere.it)