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Oggi al lavoro raccontavo a Fabio, durante una delle nostre conversazioni da delirio esistenziale(o meglio, lui mi guarda come se parlasse con una aliena), che mi capita di piangere prevalentemente da un occhio. Lo so che è strano ma a me dall’occhio sinistro scendono meno lacrime rispetto al destro.
Lo sanno in pochi perché in pochi(ma buoni) mi hanno visto piangere e molti di loro forse non ci hanno mai fatto caso.
Mi capita di piangere senza motivo, in questo periodo, oppure per motivi stupidi, o assurdi, o inutili: ieri, per esempio, ho pianto perché il Dr. Derek Sheperd(l'attore Patrick Dempsey) di Grey’s Anatomy (per favore,rendiamoci conto di quanto è idiota questo motivo) ha un’espressione, una in particolare, che mi ricorda lui..
Oddio.. non è che piango perché lui mi manca(bugia), mi manca semplicemente l’aurora che stava perché c’era lui in questa città..e mi manca così tanto che mi metto a piangere per Derek di Grey’s Anatomy ed il mio occhio sinistro non ci sta e sciopera(giustamente)!.
Oggi sciopero dei trasporti in tutta Italia e della wind ed aderisce allo sciopero anche il mio occhio sinistro.
Il destro è, ovviamente, dalla parte dei padroni.

Il canto del mare termina sulla riva o nel cuore di chi lo ascolta?
Kahlil Gibran


«È Natale? Scopiamo». Il messaggio è su delle magliette messe in vendita dal Comune per beneficenza. L'autore? Oliviero Toscani. «È dedicata a Milano - spiega il fotografo - così ingessata, non si gode più!
E alla Moratti, l´unico politico arrapante»
“Sono qui per parlare con la squadra che ha sicuramente bisogno di sentirsi dire qualcosa dal suo Presidente dopo una decisione così importante”. Maurizio Zamparini spiega in questo modo la sua presenza in città in concomitanza con la scelta di riaffidare la squadra a Francesco Guidolin. “Sono contentissimo del ritorno di un tecnico che con il senno di poi avrei dovuto confermare. A volte si inseguono sogni ma poi la realtà è ben diversa”.
Scusate ma rido da ieri pomeriggio...ormai penso che il pusher di Zamparini sia lo stesso di Padoa Schioppa!!!
Ieri (durante una delle migliori "conversazioni da tre di notte" ormai sempre più sperimentate), qualcuno mi ha regalato un ottimo spunto per autopraticarmi la consueta masturbazione mentale, sport di cui sono ormai cintura nera.
Si discuteva sul fatto che le persone si dividono in due categorie: gli astronomi e gli astronauti.
I primi, gli astronomi, osservano il cielo a debita distanza, coi piedi ben saldi a terra e lo sguardo infilato dietro giganteschi cannocchiali. Dei pianeti e delle stelle sanno tutto: grandezza, colore, posizione, materia, aspettative di vita, morte.
Guardano in su con la pazienza del calcolo, delle coordinate precise, assottigliando i margini d'errore a percentuali irrisorie. Il loro obiettivo è inscatolare l'infinito che conoscono dentro una mappa di lentiggini stellari, uno spazio a due dimensioni che - se soltanto potessero vedere tutto davvero - non avrebbe più un solo angolo buio. E intanto la gravità li appiccica a terra come insetti sulla carta moschicida.
Poi ci sono gli astronauti. Quelli che rischiano la vita per vederle sul serio, le stelle. Per starci in mezzo.
Le stelle hanno un profumo? Esistono stelle o pianeti urticanti, callifughi, emollienti? Alieni a forma di teiera, ma grandi un micron quadrato?
Solo da lassù si ha il diritto/dovere di sapersi insignificanti, prodotti di coincidenze biologiche, eterni quanto mezzo soffio celeste. Cioè quasi niente.
Non è sbagliato, in linea di principio, voler essere astronomi. Ma questa sorta di "coscienza del Nulla che siamo" è di una bellezza accecante, a pensarci bene. Non toglie valore ai nostri respiri. Semplicemente, ci suggerisce la fretta di assaggiare il massimo nel (poco) tempo disponibile, cambia le priorità. Ed è una scoperta che si può fare solo dall'alto, o meglio, da più in alto, fin dove le tue gambe riescono a portarti.
Perciò ho deciso che voglio essere un'astronauta. Sulla Terra, se capite cosa intendo.
Vabbè, ora basta, altrimenti, domani al lavoro, Fabio, Davide e Sergio mi diranno ancora che son fuori di testa


(Juventus 5-0 Palermo)
Una piccola ragazza con un gusto pronunciato per i piccoli piaceri della vita:immergere la mano in un sacco di legumi, spaccare la crosticina di una crème brulèe con la punta del cucchiaino e far rimbalzare sassi sull'acqua del Canal Saint Martin.
Nella notte del 30 Agosto 1997, le accade improvvisamente qualcosa: decide di raddrizzare la vita delle persone che la circondano..
Oggi ho pensato a Claudia, mia ex coinquilina e cara amica, quando in una giornata piovosa e triste per me, mi disse affettuosamente :"Tu sei come Amelie, la tua missione è far felice la gente..ma a te chi ci penserà..?"
Da allora Amelie è diventata la mia droga.

Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte.
Edgar Allan Poe
L'uccellino del freddo
Viene il freddo. Giri per dirlo
tu, sgricciolo, intorno le siepi;
e sentire fai nel tuo zirlo
lo strido di gelo che crepi.
Il tuo trillo sembra la brina
che sgrigiola, il vetro che incrina...
trr trr trr terit tirit...
Viene il verno. Nella tua voce
c'è il verno tutt'arido e tecco.
Tu somigli un guscio di noce,
che ruzzola con rumor secco.
T'ha insegnato il breve tuo trillo
con l'elitre tremule il grillo...
trr trr trr terit tirit...
Nel tuo verso suona scrio scrio,
con piccoli crepiti e stiocchi,
il segreto scricchiolettio
di quella catasta di ciocchi.
Uno scricchiolettio ti parve
d'udirvi cercando le larve...
trr trr trr terit tirit...
Tutto, intorno, screpola rotto.
Tu frulli ad un tetto, ad un vetro.
Così rompere odi lì sotto,
così screpolare lì dietro.
Oh! lì dentro vedi una vecchia
che fiacca la stipa e la grecchia...
trr trr trr terit tirit...
Vedi il lume, vedi la vampa.
Tu frulli dal vetro alla fratta.
Ecco un tizzo soffia, una stiampa
già croscia, una scorza già scatta.
Ecco nella grigia casetta
l'allegra fiammata scoppietta...
trr trr trr terit tirit...
Fuori, in terra, frusciano foglie
cadute. Nell'Alpe lontana
ce n'è un mucchio grande che accoglie
la verde tua palla di lana.
Nido verde tra foglie morte,
che fanno, ad un soffio più forte...
trr trr trr terit tirit...
(Canti di Castelvecchio)


L'Italia unita e compatta come non mai risponde ai Savoia: "260 milioni di calci nel culo!".
