Perchè essere riccia è ormai uno stile di vita.. Per chi è liscia, che sappia che il mondo riccio non è assolutamente inferiore. In un mondo dove il Liscio fa da padrone, il Riccio restringe il suo cerchio e tenta di sopravvivere al colpo fatale della spazzola&piastra. Le più insicure, uniformandosi, si adeguano e cadono vittime della moda rettilinea. Le più audaci, fortificano la loro fede, “un riccio è per sempre”. Il luogo comune “ogni riccio è un capriccio” è oramai da sfatare. Le colleghe lo sanno, noi di capricci non ne facciamo. Si sa, infatti, che le trasformazioni avvengono inevitabilmente in una direzione sola, ovvero quella verso il maggior disordine. Perciò le teste lisce sono sempre in continuo pericolo e ciò le porta a perdere tempo per riportare al vecchio ordine ciò che è invariabilmente destinato al disordine. Non voglio discriminare le amanti delle chiome distese ma le ricce sono avanti..per il fatto che non perdono tempo a combattere contro le leggi fisiche..e forse non solo.."
I ricci amano
Le Historiae di Sallustio, Seneca, il Diritto Romano, Eva Cantarella, Gaber, Massimo Bubola, Virgin Radio, il mare, il rosanero(?), Vanity Fair, Padri e Figli di Turgenev, il Giardino della Guastalla, il succo di limone, Jimmy Choo, Amelìe, Carrie, Falkenthal, la rosa canina, le orchidee, Carla Bruni e Sarkozy, Miu Miu, il cioccolato al peperoncino
I ricci odiano
Maria De Filippi, Berlusconi, Prodi, Mastella, Cuffaro, Calderoli, D'Alema, Zamparini, Gigi D'Alessio, Anna Tatangelo, le zoccole di Pisa, Lucignolo, Buona Domenica, Radio Pico, Tg4 di Emilio Fede, i lagnosi ed i pessimisti cronici, i tirchi
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Avvertenza:questo blog non è una testata giornalistica e dovrebbe essere lampante!
Chiunque abbia qualche dubbio è pregato di rivolgersi ad uno psicanalista.
Due semplici regole: 1) non scrivere commenti offensivi o volgari contro i miei ricci o qualsiasi altra cosa che potrebbe mandarmi in bestia. 2) non rompere le balle alla sottoscritta a cui girano già abbastanza durante il giorno.
Sia chiaro che qui comando io con i miei ricci ma voi siete sempre liberi di entrare ed uscire! In questo blog è pienamente rispettato l'art.21 della nostra Costituzione Italiana!
A volte basta davvero poco...un pasto con l'amica di sempre, un caffè al freddo con chi non ti aspetti di incontrare, una telefonata che arriva da lontano.. il profumo di una candela che sale davanti allo schermo e Jeff Buckley che suona in sottofondo, una lampada, regalo di un compleanno non troppo lontano, che riflette sul muro sfocate piccole api.
La mia serata unplugged a leggere di miti lontani e fugaci, a sorridere dei miei quindici anni, a rincorrere white rabbits, a ripensare a due occhi che mancano, a qualcuno che non c'è più..
Ad accendere ancora fiammiferi solo per sentirne l'odore, per respirare le mie rose e affondarle nello zucchero. Lo strano fruscio delle casse si mischia ai primi brividi dell'autunno.
A volte basta la mia serata unplugged, quando non c'è più un muro da sgretolare, nè messaggi da ricevere e nè rimpianti a cui dare peso...dispersi come sono tra i gabbiani ed i loro orizzonti. Dispersa come sono, nel tempo di cera che si scioglie e si addormenta sulle dita.
Sabato scorso ho firmato, in un banchetto in centro a Milano, a favore dell'approvazione della Risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali.
Oggi è stato il giorno del mio personale digiuno con la speranza forte che il mio nome sarà aggiunto a quella lista di nomi che presto verrà spedita al Primo Ministro Portoghese.
Appello ai cittadini in digiuno per la moratoria O.N.U. sulla pena di morte
Al Primo ministro del Governo portoghese, Dr. Josè Socrates
Al Ministro degli affari esteri, Dr. Luis Amado
Signor Presidente Socrates, Signor Ministro Amado,
alla vigilia della battaglia decisiva alle NU per l'approvazione della Risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali, passaggio ragionevole, necessario e a portata di mano verso l'abolizione della pena di morte nel mondo, vogliamo trasmettere alla Presidenza pro-tempore dell'Unione Europea, al Governo portoghese, al suo Primo Ministro, al suo Ministro degli Esteri, la forza e la determinazione dei cittadini italiani per il conseguimento di questo obbiettivo.
I cittadini italiani si sono espressi ripetutamente con Petizioni e con Atti ufficiali e unanimi del loro Parlamento nazionale e delle loro Istituzioni locali, per conferire ai Governi italiani che si sono succeduti nell'arco degli ultimi 14 anni, il mandato imperativo di portare al voto dell'Assemblea Generale dell'ONU la Risoluzione per la moratoria sulla pena di morte, avendo contribuito l'Italia a creare nel tempo condizioni sempre più favorevoli alla sua approvazione, sia ponendo la questione nei rapporti bilaterali, sia ottenendo più volte il voto positivo della Commissione Diritti umani di Ginevra, del Parlamento Europeo e del Consiglio d' Europa.
Il 18 giugno 2007 anche l'Unione Europea, sotto la Presidenza tedesca, ha deciso di sostenere l'iniziativa italiana, e oggi la Presidenza portoghese ha l'onere e la grave responsabilità di portarla alla vittoria utilizzando al meglio l'esperienza maturata dall'Italia, "facendo squadra", coalizzando una forza vincente di almeno 95 Paesi delle NU, tutti già dichiaratamente favorevoli alla immediata proclamazione della moratoria, ma non tutti favorevoli all'immediata abolizione della pena di morte. Con la moratoria universale delle esecuzioni capitali, oggi concretamente a portata di mano, offriremo ai Paesi mantenitori della pena di morte una forte opportunità per muoversi verso la sua abolizione, inducendo una crescita della coscienza collettiva e quindi decisioni politiche stabili perchè condivise dalle opinioni pubbliche interne.
Come cittadini del mondo, militanti ghandiani del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito e di "Nessuno tocchi Caino", con Emma Bonino e Marco Pannella, ci battiamo da 15 anni per la moratoria universale in vista della totale abolizione della pena di morte, con iniziative politiche sostenute sempre da azioni nonviolente, con migliaia di giorni di digiuno, mancando due volte per un soffio l'obbiettivo in Assemblea Generale, nel 1994 per l'astensione di 20 degli attuali Paesi dell'UE, perchè volevano di più, e nel 1999 perchè l'UE prima presentò e poi ordinò il ritiro di una Risoluzione già largamente vincente, forse per paura di vincere.
In vista di questa fase finale alle Nazioni Unite abbiamo assicurato alla causa della moratoria i prestigiosi sostegni di 55 Premi Nobel (tra i quali Nobel per la pace come il Dalai Lama, Desmond Tutu, Michail Gorbachev, Lech Walesnsa ed altri), dioltre 500 parlamentari da tutto il mondo e di decine di statisti di livello internazionale.
Signor Presidente, Signor Ministro, siamo convinti che sia necessario stare assieme e battersi con determinazione per vincere questa battaglia fondamentale per affermare nel mondo, nell'interesse di tutti, una civiltà del diritto e una concezione della pena fondate sulla fiducia nella capacità di ogni uomo, anche il peggiore, di far emergere nel tempo il meglio di sè.
A Voi e al Governo Italiano diamo tutta la nostra fiducia e l'appoggio e la forza che ricaviamo dal nostro lungo digiuno di lotta, di dialogo e di speranza.
Non vi chiediamo di garantirci la vittoria.Vi chiediamo di agire con coraggio, con decisione e con entusiasmo, con l'Italia e con i Paesi di tutti i Continenti, per portare al voto la Risoluzioneper la moratoria sulla pena di morte.
Grazie per l'attenzione e buon lavoro.
Questa è la foto di Than Shwe, il Pinochet Birmano.
Continua nell'ex Birmania, infatti e purtroppo, ad opera dello squallido regime militare e narcofascista protetto da Pechino, la sanguinosa repressione contro i poveri monaci buddisti e contro migliaia di studenti che protestano per chiedere libertà e democrazia.
E' giunto il momento di gridare e dire:"Basta!", il mondo ora guarda e grida "NO ALLA REPRESSIONE"!
Ecco il testo dell’sms da far girare:
“Venerdì 28 settembre indossiamo una maglia rossa. Chiunque legga questo messaggio lo trasmetta a quante più persone sensibili a questo gravissimo problema gli sarà possibile. GRAZIE DI CUORE”.
Santa Rosalia dall'alto di Monte Pellegrino, con visuale stadio Barbera, stasera farà il miracolo..
Pronostico: Palermo 2-1 Milan..
I piedi di Miccoli e Amauri sono già stati unti dalle mani miracolose della "Santuzza"..
Palermitani...unico grido ci unirà..
FORZA PALERMO E VIVA S. ROSALIA!!!!
ROMA - Non si puo' esigere dal partner, sia all' interno del matrimonio sia nell' ambito di una convivenza, alcun tipo di prestazione sessuale, specie se con forme di prepotenza, in quanto non esiste - all' interno dei rapporti di coppia - "un diritto all' amplesso". Lo sottolinea la Cassazione, condannando per violenza sessuale un marito che aveva costretto la moglie - dalla quale e' ora separato - ad avere un rapporto sessuale. La Suprema corte - confermando la condanna per stupro e sequestro di persona - ha respinto la tesi dell' uomo, Giuseppe Z., in base alla quale nell' ambito di una coppia e' da ritenersi che ci sia sempre "un consenso putativo" per il partner al rapporto sessuale. Con questa decisione i supremi giudici della terza sezione penale (sentenza 35408) hanno confermato il verdetto emesso nel maggio 2006 dalla Corte d'appello di Reggio Calabria).
In merito al reato commesso dall' imputato e alla sua linea difensiva, la Cassazione ricorda che "in tema di reati contro la liberta' sessuale, costituisce violenza sessuale qualsiasi forma di costringimento psicofisico idonea ad incidere sull' altrui liberta' di autodeterminazione, a nulla rilevando l'esistenza di un rapporto di coppia coniugale o paraconiugale tra le parti, dato che non esiste all' interno di un tale rapporto un 'diritto all' amplesso', né conseguentemente il potere di esigere o imporre una prestazione sessuale". Giuseppe aveva costretto la moglie e il figlioletto di alcuni mesi a seguirlo da Palermo in Calabria, per portarli dai propri parenti ed evitare che la donna si allontanasse da lui e dal clima di violenza che l'uomo aveva instaurato. Nel viaggio, poi, Giuseppe la aveva violentata e picchiata. (ANSA)
Nonostante abbia condannato una volta un Tamagotchi (che mi era stato regalato da un mio ex)a morire di stenti, per di più chiuso dentro un cassetto, a volte mi pongo domande su come sia essere genitore.
Sì, lo so. Quando tali interrogativi raggiungono le mie terminazioni nervose, dovrei andare a far shopping o tirar fuori smalto e limetta o accendere la tv per stordirmi di tv trash..
Contare le setole del mascara (cosa che potrebbe anche risolvere i miei problemi di insonnia).
Ma no, niente da fare. Non respingo i miei interrogativi e le mie turbe esistenziali.
E la risposta che mi son data è la seguente: sarei una madre molto severa.
Molto, molto severa, critica.
No, non ricorrerei al tradizionale battipanni, nè all'inginocchiamento sui ceci, nemmeno al pubblico accanimento.
Però, se mi rendessi conto che il frutto del mio ventre ha fatto qualcosa di male, approfittato di qualcosa o di qualcuno...credo lo farei trottorellare a suon di calci in culo.
Sbaglierò, forse..ma non sopporto le ingiustizie.
E quindi trovo sbagliato e assurdo, che il padre di queste due donnette sia ancora lì a parlare.. A tormentarsi i baffi e a rimpiangere i bei tempi andati fatti di happy hour senza flash, nè paparazzi.
Gli stessi che proprio le sue figlie hanno voluto.
Qui ci vuole una punizione esemplare, avvocato.
Altro che scusanti, altro che rimpianti.
Una povera ragazza è morta e qualcuno sicuramente se n'è dimenticato.